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Alimentazione e sindrome dell’ovaio policistico: nutrire l’equilibrio ormonale per migliorare salute e fertilità

Una corretta alimentazione è uno strumento fondamentale nella gestione della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), contribuendo al miglioramento del profilo ormonale, metabolico e riproduttivo.

La sindrome dell’ovaio policistico: quadro generale

La PCOS è una condizione endocrino-metabolica che colpisce tra il 6% e il 13% delle donne in età fertile. È caratterizzata da iperandrogenismo, anovulazione e presenza di cisti ovariche, spesso accompagnata da insulino-resistenza, sovrappeso, disturbi del ciclo mestruale e difficoltà di concepimento.

Le cause non sono del tutto note, ma si riconosce un’interazione tra predisposizione genetica, stile di vita e fattori ambientali. L’insulino-resistenza è uno dei meccanismi centrali, poiché l’eccesso di insulina stimola la produzione ovarica di androgeni, aggravando i sintomi.

Il ruolo dell’alimentazione

L’approccio nutrizionale nella PCOS non si limita alla restrizione calorica, ma mira a modulare l’insulino-resistenza, ridurre l’infiammazione e favorire l’equilibrio ormonale. Una dieta mirata può migliorare la regolarità del ciclo, ridurre l’acne e l’irsutismo, e facilitare la perdita di peso.

Principi chiave:

  • Indice glicemico basso: preferire carboidrati complessi e integrali (farro, avena, quinoa) per evitare picchi glicemici e insulinici.

  • Proteine magre: pesce, legumi, uova, carni bianche per sostenere la massa muscolare e la sazietà.

  • Grassi buoni: olio extravergine d’oliva, avocado, frutta secca, semi di lino e chia, utili per la salute ormonale.

  • Verdure e frutta a basso IG: ricche di fibre, antiossidanti e micronutrienti.

  • Evitare zuccheri raffinati, farine bianche, cibi ultra-processati e latticini in eccesso, che possono aggravare l’infiammazione e l’insulino-resistenza.

Modelli alimentari consigliati

La dieta mediterranea e la dieta a basso indice glicemico sono tra le più raccomandate. In alcuni casi, la dieta chetogenica può migliorare la sensibilità insulinica e ridurre il peso corporeo, ma va seguita sotto controllo medico.

Considerazioni pratiche

  • È fondamentale personalizzare il piano alimentare in base al profilo metabolico, al peso, alla presenza di insulino-resistenza e agli obiettivi riproduttivi.

  • L’attività fisica regolare, anche moderata, potenzia gli effetti della dieta.

  • Il monitoraggio medico e nutrizionale deve essere costante, per adattare l’intervento alle variazioni cliniche.

Conclusione

La sindrome dell’ovaio policistico richiede un approccio integrato, in cui l’alimentazione gioca un ruolo centrale. Una dieta equilibrata, antinfiammatoria e a basso carico glicemico può migliorare significativamente la qualità della vita, la fertilità e il benessere generale delle donne affette da PCOS.


 
 
 

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