Disturbi alimentari dello sportivo

Ortoressia, anoressia atletica e vigoressia sono comportamenti alimentari molto frequenti tra gli atleti che, tuttavia, possono portare lo sportivo ad una sofferenza psicologica considerevole. Nella sfera degli sportivi è possibile incorrere in casi più evidenti di Disturbi del Comportamento Alimentare. Oppure possiamo ritrovare dei comportamenti degni di attenzione clinica, seppure non inquadrabili in una delle categorie presenti nel DSMV, ma che possono rappresentare l’embrione d’esordio di un DCA oppure un comportamento alimentare problematico a sè stante. I disturbi alimentari sono in forte aumento, tanto che si parla di bulimia, anoressia e obesità come malattie del nuovo millennio, e la loro diffusione è molto ampia anche in Italia. Quasi 3 milioni di italiani soffrono di disturbi dell’alimentazione e di questi circa 500mila sono ortoressici, ovvero soffrono di una vera e propria ossessione psicologica per il cibo sano. Dati del Ministero della Salute La vigoressia o bigoressia o complesso di Adone o anoressia reverse come viene altrimenti chiamata, non è meno grave nè meno pericolosa dell’anoressia, non miete meno vittime. È solo meno conosciuta proprio perché se ne parla ancora poco, la si conosce da meno tempo e spesso se ne sottovaluta la pericolosità. Un fisico tonico e muscoloso è più facile che venga interpretato come sinonimo di buona salute. Ogni epoca storica tende a privilegiare una determinata malattia (la tisi nell’800, la sifilide nel ‘700) che diventa la metafora di una determinata società, di un determinato mondo. Non c’è dubbio che il disturbo del comportamento alimentare, mai come in questa epoca connessa con la sicurezza di Sé, con il cibo amico e nemico, con l’ossessiva ossessione per l’apparenza, per la capacità di mimetizzarsi che ricorda quella dei virus, si presti a esprimere molti grandi temi, paure e contraddizioni della nostra epoca. Laura Dalla Ragione – La Casa delle bambine che non mangiano Ortoressia: deriva da “òrthos” che significa “corretto/giusto” e da “orexis” che vuol dire “appetito”. A prima vista si potrebbe avvicinare al significato di “corretta alimentazione”, ma l’ortoressia fa riferimento ad una serie di comportamenti caratterizzati non solo alla ricerca di cibi sani, ma allo sviluppo di una forma di ossessione per il cibo salutare. Questo nuovo disturbo alimentare non è classificato nel DSM-V come entità indipendente, ma dal punto di vista psichiatrico ha dei tratti comuni con il disturbo ossessivo compulsivo. Infatti è caratterizzato da preoccupazioni eccessive involontarie e non controllabili nei confronti del cibo (ossessioni) e conseguenti comportamenti ripetuti, altrettanto ingovernabili, che mirano a ridurre l’angoscia attraverso specifiche scelte alimentari (compulsioni). Ha inoltre delle caratteristiche comuni ai disturbi alimentari classificati nel medesimo manuale, in particolare con l’ARFID o disturbo da evitamento nell’assunzione di cibo. In questa patologia la dieta si impoverisce tanto da riportare gravi danni sul piano nutrizionale. Può essere, inoltre, presente una distorsione cognitiva rispetto alle proprie forme corporee o la negazione dei segni corporei di malattia. Dal punto di vista sociale, una persona ossessionata dal cibo sano spesso finisce per isolarsi da chi non condivide le stesse abitudini. La rigidità e la fedeltà ai propri valori non risulta compatibile con momenti basati sulla condivisione di cibo, quali un aperitivo, una cena o una pausa caffè e la soluzione rappresentata da un ristorante «vegan style» o «solo bio» non sempre è condivisa. Il termine bigoressia, dall’inglese big= grande e dal latino orex= appetito, può essere tradotto come «fame di grossezza», ovvero il desiderio di possedere un corpo sempre più muscoloso. La bigoressia interessa soprattutto gli uomini, ed è molto diffuso tra coloro che praticano body building. Viene definito anche anoressia inversa in quanto apparentemente i suoi sintomi sono opposti a quelli dell’anoressia nervosa. Si tratta di un disturbo caratterizzato da una preoccupazione eccessiva per la propria massa muscolare accompagnata da componenti percettive, affettive e comportamentali che interferiscono con le attività quotidiane. Colpisce entrambi i sessi, ma sembra prevalere nei maschi. Il riferimento maschile per l’immagine corporea infatti non sembra più legato a temi come la forza e la capacità di offrire e garantire protezione alla femmina o incutere timore agli altri. È invece più legata a temi come lo sviluppo armonico del corpo, l’allontanamento da aspetti di rudezza e ruvidezza (i peli, l’uso di profumi e lozioni) che trasmettono una sensazione di maggiore facilità di relazione e sensibilità nel rapporto con il partner. La bigoressia è un problema serio ed emergente, in particolare a causa della promozione della cultura del bodybuilding, dell’eccessiva concentrazione sul corpo, dell’attuazione di speciali restrizioni dietetiche, della dedizione allo sport e dell’introduzione di supplementi o addirittura di droghe al fine di raggiungere una massa corporea adeguata. La bigoressia presenta notevoli punti di contatto con il funzionamento cognitivo-affettivo che si riscontra nei disturbi ossessivo compulsivi. L’enfasi posta sul corpo e la forma fisica, il perfezionismo e la paura del grasso corporeo rendono questo quadro clinico vicino anche ai Disturbi del comportamento alimentare.





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