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Dieta Plank

“Dieta iperproteica per un dimagrimento repentino” è il modo in cui la dieta Plank viene presentata a chiunque voglia sapere cos’è e come funziona. Tra tutti i regimi alimentari dimagranti popolari sul web, la dieta Plank è uno dei più gettonati, probabilmente per via della sua promessa di rimettersi in forma in pochissimo tempo. Se forse è possibile chiudere un occhio sull’abbondanza di proteine in una dieta, però, difficilmente la comunità scientifica si pronuncerà mai favorevole nei confronti di un regime alimentare che dichiara di far perdere molto peso in una manciata di settimane. Abbiamo già avuto modo di vedere, infatti, che un dimagrimento così rapido è alquanto impossibile con un corretto deficit calorico e che per raggiungere un tale obiettivo è necessario adottare delle scelte alimentari fortemente squilibrate e potenzialmente rischiose per la salute. Allora perché la dieta Plank, sia nella sua versione normale che in quella modificata, è divenuta così popolare? Quali risultati si riescono a raggiungere e a che “prezzo”? Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo regime alimentare e perché sarebbe il caso di starne alla larga. Dieta Plank: come funziona e quanti chili si perdono? La dieta Plank prende il nome dallo scienziato tedesco Max Planck, divulgatore della “teoria dei quanti” (e quindi della meccanica quantistica) che, però, non ha nulla a che fare con questo regime dietetico. Non si sa, quindi, chi e perché abbia scelto tale associazione e ciò rappresenta il primo punto oscuro che non fa che instillare alcuni dubbi verso questa dieta. Dubbi che vengono immediatamente confermati e accentuati dal fatto che il regime alimentare prevede un programma di sole 2 settimane, al termine delle quali si dovrebbe essere in grado di perdere ben 9 chili, mantenendo il peso raggiunto per i successivi tre anni senza troppo sforzo. Ma cosa bisogna mangiare (o meglio, non mangiare) per raggiungere questo agognato risultato? Come accennato, si tratta di un regime iperproteico basato sul consumo di proteine in quantità superiori a quelle consigliate dagli specialisti, che non vengono quasi mai accompagnate da carboidrati e grassi. La varietà degli alimenti è ridotta a 5-6 tipologie di proteine, tra cui uova, yogurt, pollo, prosciutto cotto, carne rossa e pesce bianco (non ci sono opzioni per vegetariani). I carboidrati complessi sono concessi solo a colazione (nella quantità di una fetta di pane) ma non tutti i giorni, mentre a pranzo le proteine sono abbinate a una porzione di verdura (che lo ricordiamo, sono in parte fonte di carboidrati e apportano anche vitamine e minerali). Come è facile intuire, la dieta non prevede il consumo né di zuccheri semplici né di grassi vegetali, pertanto il caffè (che rappresenta l’unico “alimento” concesso a colazione insieme al panino) dovrà essere amaro, mentre le pietanze previste a pranzo e cena dovranno essere consumate al naturale, senza alcun tipo di condimento. Dal momento che non tutti sono in grado di seguire, anche se per pochi giorni, un regime alimentare così restrittivo, è stata elaborata una versione modificata della dieta Plank. In realtà, però, i cambiamenti sono pochi e non molto flessibili, e includono la possibilità di consumare delle fette biscottate al posto del pane o un formaggio spalmabile una volta ogni tanto. Per il resto, rimane un punto fermo la presenza abbondante di proteine e la totale assenza di grassi. Come abbiamo già avuto modo di vedere con la dieta Dukan, un regime alimentare iperproteico di questo tipo punta a modificare il metabolismo energetico dell’organismo, spingendolo ad attivare il metabolismo proteico per la produzione di energia. Questo processo richiede un maggiore dispendio di energia e ha come conseguenza quello di condurre a un dimagrimento più rapido. Se seguita alla lettera, in 15 giorni si dovrebbe riuscire a perdere fino a 9 chili con la “garanzia” che la modificazione del metabolismo sia duratura. In questo senso, il peso perso non verrebbe riacquistato una volta ritornati a un regime alimentare più equilibrato. Rischi e controindicazioni della dieta Plank: ecco perché evitarla Analizzando nel dettaglio lo schema della dieta Plank è possibile rendersi immediatamente conto del fatto che quello che dovrebbe essere un punto di forza (dimagrire molto e in poco tempo) è in realtà un’ovvietà: privando l’organismo del cibo, si perde inevitabilmente peso. Uno dei primi effetti collaterali denunciati da chiunque abbia provato la dieta Plank, infatti, è relativo al fatto che sensazione di debolezza e morsi della fame sono una costante nelle due settimane. Nonostante il fatto che la dieta non preveda limitazioni nelle quantità, gli alimenti concessi non sono in grado di nutrire adeguatamente l’organismo e lo privano di macronutrienti essenziali per il benessere. Di conseguenza, ciò può condurre inevitabilmente a forti attacchi di fame che rischiano di far fallire la dieta, oppure possono portare a comportamenti compensatori una volta ritornati a un regime alimentare corretto. Un’altra controindicazione riguarda allora proprio il peso perso durante le due settimane di restrizione, che nella quasi totalità dei casi viene recuperato con gli interessi dopo poco tempo. Ciò è dovuto principalmente al fatto che al periodo di privazione segue generalmente un’introduzione incontrollata di cibo come forma di compensazione, dando vita a sentimenti di frustrazione e al pericoloso effetto yo-yo. Infine, non si possono non menzionare gli effetti a lungo termine che un regime alimentare così squilibrato può provocare. Anche se seguita per poco tempo, una dieta iperproteica danneggia fortemente i reni e predispone l’organismo ad accumulare grasso, mentre può condurre anche all’innalzamento del colesterolo cattivo in quanto ricca di alimenti di origine animale. In ultimo, ma non in termini di importanza, la dieta Plank è fortemente sconsigliata dalla comunità scientifica per il fatto che si tratta di un regime alimentare completamente diseducativo nei confronti di una corretta alimentazione, che è invece l’obiettivo principale di tutti i regimi alimentari corretti, sani ed equilibrati.





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