Bulimia: caratteristiche.

Il termine bulimia deriva dal greco e ,letteralmente, significa avere fame come un bue o avere la capacità di mangiare come un bue. La diagnosi è basata sulla verifica di episodi ricorrenti di abbuffate (1-2 volte alla settimana per 3 mesi) e autostima influenzata dalla forma e peso del corpo .I pazienti possono manifestare condotte compensatorie allo scopo di eliminare l'eccesso di cibo ingerito e controllare il peso: digiuno ,iperattività ,vomito, lassativi, diuretici, farmaci. Possiamo distinguere una primaria univoca in cui si manifesta un atteggiamento compulsivo solo verso il cibo caratterizzata da grandi e incontrollate abbuffate da una primaria multicompulsiva con compulsione verso diverse forme di piacere o una secondaria a patologie depressive, sindromi ansiose, ritardi mentali, demenze, alcolismo, farmaci ;è presente nell'1% degli adolescenti e ,in generale ,nel 3-6% della popolazione . Si tratta di pazienti normopeso o in sovrappeso spesso sottoposti ad esperienze sessuali precoci o tardive e a diete ipocaloriche eccessivamente restrittive. Il vomito autoindotto è piuttosto frequente per eliminare le calorie assunte con la abbuffata; causa disidratazione, ipopotassiemia, erosione dello smalto dei denti. Tipico segno del bulimico sono i calli o cicatrici sul dorso delle mani detti segni Russell( dal nome dello psichiatra britannico che la descrisse per la prima volta nel 1979)prodotte da ripetuti tentativi di indurre il riflesso del vomito per lunghi periodi ,insieme a reflusso gastroesofageo, esofagite, lacerazioni della bocca ,ecc. I bulimici mostrano una grande attenzione al numero di calorie assunte ed estrema attenzione al peso con fluttuazioni anche di 2-3 kg in una settimana ,irregolarità del ciclo mestruale , infertilità , pressione sanguigna bassa. Come per la anoressia è necessario un approccio multidisciplinare :psicoterapia cognitivo-comportamentale, valutazione della funzionalità cardiaca ,monitoraggio della amilasi e degli elettroliti plasmatici ,intervento nutrizionale. Il nutrizionista chiederà al paziente di redigere un diario alimentare per capire le cause della abbuffata e quali sono gli alimenti o eventi scatenanti ma anche valutare se è in atto una transizione da anoressia a bulimia, se si saltano i pasti, se esiste una restrizione alimentare insomma se le regole alimentari troppo rigide e l'apporto calorico insufficiente possano indurre la abbuffata come richiesta energetica .Attraverso una rieducazione alimentare si porterà il paziente a pasti regolari in termini quali-quantitativi e frequenza, a ridurre la eccessiva attività fisica , a eliminare diuretici e lassativi allo scopo di ottenere una alimentazione consapevole eliminando il concetto del cibo proibito che provoca rimorsi, frustrazioni .Godere di ciò che mangiamo con tutti i nostri sensi e conquistare un rapporto sano con il cibo riconoscendo i reali momenti di fame e sazietà rappresenta ,insieme al miglioramento dell'autostima, il miglior modello per contrastare i rigidi e pericolosi modelli di perfezione riducendo i rischi di ricadute.

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